Così, dopo una serie di mirabolanti dis-avventure e malintesi, alla fine la principessa si innamora dell’orco, trasformandosi lei stessa un’orchessa (la trasformazione è una vera e propria parodia de “la bella e la bestia” Disney).
E così , vissero tutti felici e contenti…anzi, felici, brutti e contenti! E mai dimenticare il messaggio più importante: gli orchi sono come le cipolle: hanno gli strati! Quindi non fermatevi mai alle apparenze, potrebbero ingannarvi.
Un tale successo di pubblico non poteva che avere un sequel, Shrek 2, che riesce a mantenere viva l'essenza del primo film, approfondendo gli aspetti della vita di coppia e il rapporto con la famiglia d'origine.
Proprio quando sembra che la vita del nostro eroe/antieroe stia per prendere una bella piega, ecco che arrivano i primi problemi coniugali: la famiglia della principessa non è affatto contenta della sua trasformazione definitiva in orchessa, specialmente il re di Molto molto lontano la prende male, forse un po' troppo male. In realtà il re nasconde un terribile segreto: un tempo era un semplice Ranocchio, trasformato in principe dalla pozione “per sempre felici e contenti” offertagli dalla Fata Madrina, che si rivelerà un'arrivista spietata e senza scrupoli: fu lei infatti la vera artefice della maledizione che colpì Fiona da bambina, e questo solo per dar modo a suo figlio, il principe Azzurro, di salvarla e diventare re.
Madre e figlio faranno di tutto per liberarsi dell’orco, persino assoldare il più temibile dei sicari: il Gatto con gli stivali. Ma il felino finirà col tradire i mandatari e si schiererà con l’orco, per aiutarlo a riprendersi la sua Fiona.
Fallito l'omicidio, la fata madrina ricorre all'inganno, offrendo a Shrek la pozione “per sempre felici e contenti”, in grado di trasformare l’orco in un fusto dai capelli scuri e Ciuchino in uno splendido cavallo bianco, col crine al vento.
Ma la magia sarà definitiva solo quando avrà baciato la sua Fiona, in modo che entrambi possano vivere per sempre belli, felici e contenti. Azzurro ne approfitta e si spaccia per Shrek, cercando di baciare la principessa, che però non si lascia ingannare dal vanitoso e presuntuoso principe.
La mezzanotte sta per scoccare, Fiona e Shrek si sono ritrovati, basterebbe un bacio per rendere definitivo l’effetto della pozione “per sempre felici e contenti”. Ma a quel punto la principessa sceglie di restare un’orchessa e di vivere nella palude col suo amato, perché sono già felici e contenti, non serve ricorrere alla magia.
In Shrek terzo il re, che ha ripreso definitivamente la sua forma di ranocchio, sta per morire, ma Shrek non se la sente proprio di diventare re; occorre quindi trovare un nuovo erede al trono, e nella linea di successione, subito dopo Fiona, c’è il giovane Artù. E così Shrek con le sue immancabili spalle Ciuchino e Gatto, parte alla ricerca del giovane, un pavido ragazzino vittima di bulluismo, per comunicagli che sta per diventare re. Intano Azzurro medita vendetta, e convince tutti i cattivi delle Fiabe a ribellarsi e impossessarsi del regno di Molto molto lontano, perché anche i cattivi hanno diritto al lieto fine.
Ma i guai sono appena cominciati : Fiona è incinta, e Shrek ha paura delle nuove responsabilità di padre; come se non bastasse, anche Artù, detto Artie si fa prendere dal panico, convinto di essere inadatto al ruolo di re.
Sarà uno stralunato Merlino ad aiutarli a guardarsi dentro ed affrontare le loro paure.
Al loro rientro nel regno di Molto Molto lontano scopriranno che Azzurro ha preso il potere, fatto prigioniere Fiona, la regina e tutte le principesse delle fiabe ed è pronto ad uccidere Artù, ma Shrek interviene, ferendo i sentimenti del ragazzo pur di salvargli la vita, e offrendosi come prigioniero al suo posto.
Toccherà alle principesse stavolta salvare tutti anziché essere salvate: assistiamo qui alla prima vera scena femminista in un film d'animazione: Biancaneve, Cenerentola, la bella addormentata bruciano i loro reggiseni, e aiutano Fiona a trovare Shrek, combattendo per riconquistare il regno; alla fine però sarà Artie a riportare la pace, convincendo i cattivi a fare marcia indietro, con uno splendido discorso degno di un re:
“Solo perché la gente ti tratta da malvagio, o da orco, o da sfigato, non vuol dire che tu lo sia: la cosa che importa di più è quello che pensi di te stesso. Se c’è qualcosa che davvero vuoi o qualcuno che davvero vuoi essere, allora l’unica persona che ti è di ostacolo sei tu!”
Il capitolo finale Shrek – e vissero felici e contenti chiude la saga in maniera strepitosa. Anche questo film comunica una splendida morale: spesso diamo per scontato ciò che abbiamo e non ci rendiamo conto che abbiamo tutto per essere felici.
Esasperato dalla vita coniugale, Shrek firma un contratto con Tremotino: in cambio di un giorno della sua vita, il malvagio folletto gli permetterà di vivere un giorno da orco, come ai vecchi tempi, prima della famiglia. Ma il giorno che prende Tremotino è il giorno della nascita di Shrek, per cui Shrek non è mai nato, Fiona non è mai stata salvata ed ha lasciato da sola la torre, diventando il capo degli orchi ribelli che si oppongono al tiranno Tremotino, autoproclamatosi re. Solo il bacio del vero amore può rompere il contratto, quindi Shrek dovrà fare di nuovo innamorare Fiona in meno di 24 ore. Ovviamente tutto andrà a finire bene: Shrek tornerà alla sua vecchia vita ed imparerà ad apprezzare le piccole gioie della quotidianità, che prima gli sembravano un peso.
Insomma, la morale è sempre la stessa, il bene trionfa, ma ci invita a guardare attentamente attraverso gli strati prima di definire cosa è bene e cosa è male; ma soprattutto ricordate sempre: se gli orchi hanno gli strati come le cipolle, allora le fiabe sono come gli orchi: hanno gli strati!