giovedì 25 settembre 2014

Opera depositata e tutelata da copyright 

 Illustrazione di Jan Pienkowski. "The Fairy Tail"


A parte il suo handicap, una gamba più corta dell’altra, e qualche cicatrice che le è rimasta sul corpo, Dolores è una bellissima ragazza : ha dei grandi occhi color nocciola , il naso un po’all' in su e la bocca piccola, ma col labbro superiore un po’ carnoso.
La sua pelle è molto chiara, fosse solo per il fatto che non prende sole da anni!
I suoi capelli sono biondi e lunghi, ma non certo per vanità, semplicemente pensa che sia fatica sprecata tagliare i capelli, che in fondo non le danno alcuna noia; li tiene sempre sciolti e trasandati, come il resto della sua persona d'altronde, al massimo legati con un elastico quando ha troppo caldo o mentre è in cucina.
Non uscendo mai di casa non le servono vestiti, ma ha una collezione invidiabile di camicie da notte e pigiami.
Il suo monolocale è la sua "TANA" , dove si sente sicura e protetta. "Beh, sì, sono un animaletto selvatico, non amo la gente e voglio stare nel mio monolocale, e allora?" Era la risposta standard che dava, a dir poco infastidita, a chi tentava di convincerla ad uscire di casa. La gente le dava fastidio, ogni giorno di più, arrivando al punto di non aprire più la porta quando qualcuno bussava: "Se mi vogliono, possono contattarmi on line, tra Facebook e Skype hanno solo l'imbarazzo della scelta!". Non aveva neanche il cellulare. Il telefono fisso le serviva per la linea, ma era sempre staccato e se per qualche assurda ragione il ricevitore finiva erroneamente al suo posto, si limitava a non rispondere alle chiamate. 
Niente tv, solo elettrodomestici di base, primo tra tutti il pc, ovviamente, il suo unico contatto col mondo esterno. Non si può certo scialare,  bisogna fare economia! Quell'asino di suo padre, che non ha mai fatto niente per lei mentre era in vita, le aveva almeno fatto il favore di tirare le cuoia al momento giusto, lasciandole una cospicua eredità, che adesso le permetteva di vivere come piaceva a lei. Col suo problema , non riconosciuto come malattia benché "invalidante", non poteva certo recarsi al lavoro. Riusciva a guadagnare qualcosa con le traduzioni che le commissionavano e le pagavano tramite postepay, ma si tratta di un'entrata saltuaria e ben poco redditizia.
La mamma per mantenerla e curarla dalle sue psicosi, aveva rinunciato a tutto, venduto ogni cosa, a volte Dolores pensava che era stata proprio lei a ucciderla: "il mio male di vivere ha ucciso mia madre" continuava a ripetersi. L'autocommiserazione era tremenda e c'era una sola via d'uscita: la rabbia.
Perché avrebbe dovuto sentirsi in colpa dopo tutto? Non è lei la colpevole delle sue sventure: era colpa sua se suo padre l'ha abbandonata e lei non è mai riuscita a superare il trauma? Era colpa sua se i ragazzi con cui ha provato a rapportarsi erano solo buoni a prenderla in giro per la sua "gamba mozza" (l'adorabile soprannome che le hanno affibbiato dopo l'incidente) e per il suo caratteraccio? Era colpa sua se le "amiche" non facevano che rinfacciarle il fatto di essere ancora vergine, di avere "le ragnatele" , di essere frigida o anche peggio?
Sua madre, l'unica che l'abbia veramente amata, ha fatto di tutto per lei, per mantenerla, per farla studiare e per curarla, ma non è servito, si è solo privata di tutti i suoi beni e alla fine l'ha abbandonata anche lei. 
Se ne vanno tutti prima o poi, in un modo o nell'altro,  quindi meglio star soli e non affezionarsi a nessuno. 
E se l'asino si fosse deciso a tirare le cuoia prima, forse avrebbe potuto curare la malattia di sua madre, e invece i soldi sono arrivati quando oramai era troppo tardi. 
Dolores sapeva che non era bello continuare a rivolgersi al padre morto chiamandolo "l'asino" , ma non poteva farne a meno. L'ha odiato tanto e per troppo tempo. Sua madre le ripeteva che l'odio porta solo odio e non fa nascere nulla di buono. "Chissà" diceva tra sé e sé, "forse se morisse mi sentirei in colpa e lo perdonerei" . Ma quando sua madre si  ammalò e lui non mosse un dito per aiutarle, riprese a odiarlo , e quando morì lo odiò ancora di più perché "Già che c'era, poteva crepare prima, così avrei potuto curare mia madre invece di vederla spegnersi lentamente!".
Odiava la parte "cattiva" di lei, ma la giustificava: "SONO IO LA VITTIMA" ripeteva. E si calmava.
Ma Dolores non era solo questo concentrato di rabbia e paura, aveva anche un lato dolce e sensibile. 
Da bambina amava tanto i girasoli, li definiva "i fiori più simpatici". Voleva diventare un girasole, prendere il meglio della vita e sorridere sempre. Ma l'abbandono prima e l'incidente poi hanno cambiato tutto. Lei ha lasciato che tutto cambiasse, e adesso non poteva più tornare indietro.
Ama ancora le fiabe, fa la dura, ma il suo spirito romantico è ancora intatto , anche se non lo ammetterebbe nemmeno sotto tortura.
E poi, non è sola come tutti credono: ora ha delle nuove "amiche". Ovviamente non le conosce di persona, ma tanto meglio, per quel che valgono le persone; le piace chattare con tutti, ha poco da dire di sè, ma ama conoscere i problemi delle sue "amiche" sparse per il mondo: gioisce per loro quando vivono una felice vita di coppia ed è triste quando le loro storie finiscono. A volte le sembra di vivere attraverso di loro!
Non avendo mai avuto una storia d’amore non può dare consigli,ma si definisce “un’ottima ascoltatrice”, anche se sarebbe più corretto dire : una buona lettrice!
E’ convinta di “prendere il meglio della vita” : vive avventure solo nella sua mente,quindi non può restare delusa.



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